In qualità di operatori volontari siamo partiti per una visita nei villaggi e nelle cittadine dello Stato del Tamil Nadu, nel sud dell’India, dove l’Associazione SERMIRR ha rapporti di solidarietà con religiosi, sacerdoti e suore che hanno costruito e gestiscono scuole, orfanotrofi, ospedali…
L’India, come l’Africa, è una realtà lontana da noi e dal “nostro di più”.
Sono importanti questi viaggi per toccare con mano quella realtà, entrare in contatto con le persone e i loro bisogni, con bambini e la loro semplicità, con la povertà dei villaggi, con i contrasti della vita; là dove il concetto di progresso avanza e stride con un’immensità di mancanze e di povertà ancora emarginate.
Guardare per cercare di rubare la verità. È la verità che vuoi cogliere nello sguardo dei ragazzi e delle ragazze che vivono negli Istituti, di uomini e donne che vivono emarginati nel lebbrosario di Madurai. Una visita nei loro ambienti è sempre una festa gioiosa in quanto si viene accolti con danze e ornati da corone di fiori.
Nei loro volti tanta simpatia e ti senti abbastanza sollevata per il fatto che vedi e accerti che si è fatto qualcosa e si sta continuando a fare con la generosità di tante persone. Puoi verificare il lavoro prezioso dei religiosi che, in tanti anni di collaborazione, anno concretamente messo a frutto gli aiuti ricevuti dai benefattori, costruendo grandi scuole, ospedali, orfanotrofi e casette per famiglie malate di lebbra, dando così l’opportunità di accogliere bambini poveri nonché favorire loro la possibilità di un’istruzione ed un futuro, togliendoli dalle strade.
Da citare esempi concreti come la grande scuola a Kayathar, di Padre Carlo Pragasam, per 1.300 ragazzi, dalla materna alle superiori; ragazzi e bambini raggiunti nei villaggi con 10 pulmini a disposizione. E il grande ospedale St. Mary of Leuca a Madurai, gestito da suor Clotilde, che offre un’ampia assistenza sanitaria a molti poveri dei villaggi.









